Francesca Ascione, Roma 1982. 
Architetto, madre di tre figli, vive in Umbria.
Le sue opere sono in collezioni private a Roma e Milano.
Nel 2020 ha pubblicato due libri grafici con Bertoni Editore:
- "#UMBRA", 10 ritratti di Donne Eccellenti”, febbraio 2020.
- "I Fiori Recisi" sul tema del femminicidio, marzo 2020.
Dal 2019 le tavole di #UMBRA sono esposte permanentemente nella Biblioteca Centrale di Terni.
Nel 2019, il Comune di Spoleto ha patrocinato la sua installazione site specific nella Chiesa di Santa Maria del Pozzo, a cura di Franco Troiani - Studio ‘87.
Dal 2016 diversi Comuni sostengono i suoi "Atelier creativi" per bambini.
Nel 2016, Il Comune di Rivodutri, Rieti, le ha commissionato un’opera all’ interno del percorso “Rivodutri Contemporanea”, a cura di Barbara Pavan.
@foto di Giuditta Pellegrini
Distanziamento pdf
a cura di Marinella Rossi e Federica Sala
9-17 giugno, c/o mari&cò, Milano

Oggi siamo chiamati a restare lontani e vicini con attenzione, a questo appello non vogliamo mancare. Il nostro luogo ci consente di poter ripensare alla distanza come opportunità e di poter restituire al vuoto un senso. Abbiamo accolto questa sfida pensando che non dovesse essere più difficile di altre già vissute. Attraverso una cena, un momento, un ascolto, una condivisione vogliamo restituire il nostro pensiero di vicinanza.

Distanziamento, in mostra opere di:  Francesca Ascione - Hillsideout - Federica Gambigliani Zoccoli - Anna Paparozzi - Raffaella Valsecchi - Lella Zambrini - 

  L'Armonia delle Ampolle - comunicato stampa, 2019

Sull’Altare ho disposto 6 ampolle contenenti acque provenienti da Piediluco, Stroncone, Rieti, Labro, Terni e Spoleto. Ampolle devozionali dei miei luoghi di pellegrinaggio quotidiano. Sono le acque che bevono i miei figli a scuola, a casa e tutti i bambini con cui passo i pomeriggi a dipingere.   
Queste acque si trovano ora, inaspettatamente, a parlare tra loro e a innalzarsi per cercare una frequenza comune, come in un canto armonico.     Un dialogo osmotico che comprende anche il pozzo. Questo pozzo, che già da prima del 1572, anno di costruzione della chiesa di Santa Maria del Pozzo, era riconosciuto per le proprietà curative. Si credeva che la sua acqua curasse i malati di rogna.